Karin Tosato da sballo, vince anche il Mondiale

Karin Tosato da sballo, vince anche il Mondiale

Terza maglia per la biker varesina, dopo il titolo italiano, l’europeo in Serbia, in Francia è Campionessa Mondiale. Quattro medaglie di bronzo e tre top ten che sanno di gloria, a Pra Loup la squadra ha dato fuoco alle polveri.

Dopo la vittoria in Serbia, Karin Tosato fresca Campionessa Europea, ha festeggiato con la famiglia, in tutta tranquillità, senza esagerare, anche perché sapeva che aveva ancora qualcosa di importante da fare. I primi due capitoli, quello italiano e europeo erano stati scritti, il terzo ancora da scrivere, quello che tutti sognano, vincere il titolo mondiale. Nel palmares della campionessa di Cuasso al Monte mancava proprio la medaglia d’oro che aveva solo visto da vicino nel 2019 in Canada.

“Per me è un grande onore conquistare il titolo mondiale, è qualcosa che ho sempre sognato sin da quando i miei obiettivi si sono fatti sempre più alti. La tripletta è una sensazione straordinaria, ma conferma la grande stagione che ho fatto, è stato bellissimo, ancora più dell’Europeo avere la squadra intorno, la famiglia, gli amici che sono venuti a sostenermi. Sento davvero l’emozione per l’eccezionalità di questo momento, fino agli ultimi metri ero incredula, avevo paura che fosse un sogno e che svanisse al risveglio. Invece questa mattina mi sono svegliata e la maglia è ancora nella mia borsa …. non era un sogno, oggi abbiamo gareggiato nella miglior griglia del mondo, sono stata la migliore, è incredibile quello che ho ottenuto!!”

Karin aveva preparato meticolosamente il suo obiettivo della stagione e nella località di sport invernali delle Alpes-de-Haute-Provence ha realizzato il suo sogno di poter indossare la maglia iridata della categoria Women 40-44. Tre giri del circuito di Pra Loup con 200 metri di dislivello è stato ciò che le concorrenti hanno dovuto affrontare, consapevoli dell’asprezza del tracciato. Come al solito la sua partenza non è stata delle migliori, ma fin dal primo giro ha cercato le prime posizioni attaccando la cilena Mariela Scott.

“Non volevo perdere la testa della corsa in nessun momento e quando ho raggiunto Mariela, mi sono resa conto che aveva qualcosa più di me in salita, io cercavo di attaccare, ma lei rispondeva sempre, finchè ci sono riuscita e ho preso le distanze. Ho corso con le migliori sensazioni di tutta la mia carriera sportiva, nell’ultimo giro, pur soffrendo un pò, ho cercato le forze da ogni parte e sono riuscita ad arrivare prima”

Ogni sforzo ha la sua ricompensa e non c’è regalo più grande che proclamarsi Campionessa del Mondo davanti ai propri cari. Karin non era sola in Francia e ha visto come la squadra, sua marito e sua figlia l’hanno sostenuta in ogni momento durante la gara.

“Ciò che mi rende più orgogliosa è che la mia famiglia abbia potuto vedermi vincere un campionato come questo”, ha detto la biker varesina che da oggi vestirà la maglia iridata di Campionessa del Mondo per tutta la prossima stagione.

Per Pavan Free Bike la maglia iridata di Karin Tosato è stata la prima gioia dei Campionati Mondiali Masters 2021, nella squadra brianzola in diversi hanno ottenuto buone prestazioni e alla fine della tre giorni iridata, quattro delle sette medaglie di bronzo finite in Italia sono al collo degli atleti della squadra di Sovico.

Sabato i bergamaschi Claudio Zanoletti (60-64) e Paola Bonacina (Women 50-54) sono saliti sul gradino più basso del podio delle rispettive categorie, domenica nelle gare di chiusura dell’evento di Pra Loup, il terzo posto è andato al brianzolo Giorgio Redaelli (35-39) e al campione uscente Alberto Riva (40-44).

L’americano Tinker Juarez ha vinto la medaglia d’oro e la maglia iridata World Master XCO 60-64 dopo una lotta con il francese Roger Gentil, battuto per soli 5 secondi. A combattere con la leggenda della mountain bike nel primo giro Claudio Zanoletti che però è calato nella seconda metà di gara, comunque contentissimo del terzo posto su un percorso che il Campione Italiano Master 7 avrebbe preferito più tecnico.

La presenza di Paola Bonacina in territorio francese è stata preceduta da un’ottima prestazione nel Campionato Italiano ma la biker bergamasca, nonostante non è arrivata con una buona condizione al Mondiale, si è messa al collo la medaglia di bronzo. Paola nella prima discesa è rimasta imbottigliata e ha faticato in salita a recuperare, riuscendo però a superare Antonella Incristi per il terzo posto che ha mantenuto fino al traguardo a denti stretti.

Recente vincitore del Campionato di Francia per il terzo anno consecutivo, Jeremy Mounier aveva preparato meticolosamente il suo obiettivo della stagione, riuscendo per la seconda volta a vincere il titolo della categoria 35-39 anni precedendo in connazionale Philippe Guillaume e Giorgio Redaelli. Partito malissimo con difficoltà ad agganciare il pedale, il biker di Usmate Velate è rimasto imbottigliato iniziando la prima salita terzultimo. Al termine del primo giro era già attorno alla decima posizione e al secondo quinto, poi quarto e, quando ha sentito il profumo della medaglia ha passato il tedesco Maletz nella parte finale del percorso con una manovra spettacolare, riuscendo a portare a casa un bellissimo risultato.

A 43 anni il basco Patxi Cia ha coronato il suo sogno di diventare campione del mondo di mountain bike, il vincitore della categoria Master 40-44 che aveva appena vinto la medaglia d’argento agli Europei di Novi Sad ha preceduto altri due campioni, il francese Vassal Thibaut, iridato nel 2018 in Spagna e Alberto Riva, Campione del Mondo 35-39 in Canada nel 2019.

“Il biker navarrese è stato molto forte e abile a iniziare in testa la salita lunga al primo giro, io ero intorno alla quinta posizione, ma facendo trenino sulle rampe abbiamo perso tanto tempo. Ho cercato di gestire la gara per non saltare, senza perdere il treno di Vassal che era secondo. All’ultimo giro sono incappato in una caduta in discesa che ha permesso di tornare sotto allo spagnolo Guerrero che mi ha superato. A metà dell’ultima salita l’ho perà risuperato e ho dato tutto per tenermi il podio. Sono decisamente soddisfatto e felice per il team!”, ha detto Riva.

Su un circuito molto duro, non eccessivamente tecnico, e in cui le salite erano la chiave di volta, top ten che sa di gloria per Giovanni Bartesaghi (4. Men 55-59), Silvio Olovrap (7. Men 50-54) e Andrea Artusi (9. Men 45-49), molto contenti delle loro prestazioni alla prima apparizione al Mondiale Masters.