Campionato Italiano Marathon d’argento per Silvio Olovrap

Il Master 5 di Correzzana colleziona il secondo argento tricolore del 2020, dopo quello XC è anche vice Campione Italiano Marathon. Bene anche Karin Tosato, quinta tra le Master Woman 2.

E’ stata una giornata di piazzamenti quella del Campionato Italiano Marathon per Pavan Free Bike. Anche se in una specialità tanto diversa come il marathon era chiaro che ripetere i successi collezionati nel cross country non sarebbe stato facile, i ragazzi della squadra di Sovico hanno deciso di provarci.
Tra i buoni risultati ottenuti dagli atleti in maglia bianco-rosso nella giornata tricolore all’Isola d’Elba è arrivata la medaglia d’argento di Silvio Olovrap, ottenuta dal Master 5 di Correzzana nella gara di 80 chilometri con circa 3.000 metri di dislivello che si è corsa nel Bike Park di Capoliveri. Una medaglia pesante arrivata in maniera quasi rocambolesca al termine di una prova maiuscola offerta dal vice campione italiano Cross Country, che ha ripetuto anche sulla lunga distanza l’epilogo della gara in circuito di Barga.

Partito con l’ambizione di arrivare nei cinque, Silvio ha disputato una gara perfetta, concretizzando al meglio un risultato di assoluto valore, come anche sottolinea nella sua analisi.

“Avevo deciso di partecipare all’italiano marathon perchè volevo fare un’esperienza per migliorarmi sulla gestione di queste gare, visto che l’anno prossimo il Campionato Italiano si disputerà a casa nostra, in Brianza. Mi sono preparato soprattutto mentalmente, un pò di abitudine alle lunghe distanze l’avevo, lo scorso anno ho vinto due circuiti granfondo, ma in questo caso 80 Km e 3.000 metri di dislivello erano veramente esagerati.
Sapevo che il vincitore sarebbe stato inavvicinabile e che c’erano anche tre-quattro avversari più forti di me sulla distanza, così mi sono preoccupato solo di gestirmi bene. Ho perso un pò di tempo all’inizio nel superare quelli della partenza precedente, sono anche caduto e nel finale ho bucato nella penultima discesa, qualche minuto in giro l’ho lasciato, però gara perfetta sulla distanza. Ho fatto una prestazione eccezionale, anche se la condizione dopo l’italiano XC era migliorata, non pensavo certo di fare secondo, ma ho anche rischiato di finire terzo. Quando sono arrivato all’ultima salita e le gambe mi avevano già salutato, ho visto che arrivava da dietro un gruppettino, senza sapere da chi fosse composto, ho dato tutto fino all’arrivo e ho messo al sicuro il secondo posto per 12 secondi. Devo dire che per le poche gare che abbiamo fatto quest’anno, sono contento dei risultati, ho vinto il regionale XC che era un obiettivo, ho fatto secondo all’italiano XC dove il mio obiettivo era il podio, con questo argento direi che sono veramente soddisfatto e contento per il team”

Traguardi onorevoli anche per altri tre portacolori di Pavan Free Bike. La miglior posizione in classifica è stata quella di Giuseppe Mascheri, 95° assoluto e 12° Master 1, un risultato condizionato dalla mancanza di allenamento a causa della caduta rimediata al Campionato Italiano Cross Country. Ha preferito finire male, ma finire, Giorgio Redaelli che dopo essere stato in lizza per 70 Km per la settima posizione della categoria Master 2 ha visto trasformarsi il finale in un calvario per i crampi che lo hanno costretto a percorrere a piedi le ultime due salite e al 13° posto finale. Nella stessa categoria 25° Carlo Bruzzone.

Molto soddisfatta del suo quinto posto Karin Tosato. La biker di Cuasso al Monte ha fatto una bella gara, confermandosi sei anni dopo il suo ultimo Campionato Italiano Marathon con lo stesso risultato del 2014.

Purtroppo ritirati per problemi fisici Alberto Riva e Giovanni Bartesaghi. Riva ha fatto più di metà gara in terza posizione cercando di gestire le forze, ma al 60° ha alzato bandiera bianca per forti dolori alla schiena che lo hanno costretto al quarto ritiro in più di 20 anni di corse. Stessa sorte anche per Bartesaghi, fermato dal mal di schiena quando era in un gruppetto di cinque Master 6 che si giocavano le prime posizioni di categoria.

Paola Bonacina gioia tricolore, ma c’è anche tanto di più

Per il secondo anno consecutivo Pavan Free Bike sventola il tricolore. Il club di Sovico festeggia il titolo di Paola Bonacina, ma anche stavolta gli altri atleti non si sono lasciati sfuggire risultati importanti.

Il Campionato Italiano Cross Country 2020 si chiude con una medaglia d’oro per Pavan Free Bike grazie alla vittoria di Paola Bonacina, ma anche con una straordinaria prova di tutta la squadra nella giornata finale degli assoluti XCO del Ciocco.
Una prova, quella andata in scena in Garfagnana che ha visto imporsi la biker bergamasca tra le Master Women 3, che a 29 anni aveva vinto il suo primo titolo tricolore e nel 2017 con il quartetto di Pavan Free Bike il titolo italiano Team Relay.
Grazie ad una super partenza e a una gara corsa con intelligenza in completa solitudine, Paola ha allungato il palmares di una carriera che la vede sin dal 1996 tra le più assidue interpreti della mountain bike amatoriale.

”Sabato ero un pò preoccupata per il fondo troppo asciutto, poi invece ha piovuto e il fondo si è compattato bene, quelle due dita di pioggia hanno migliorato tutto e in partenza mi sono sentita più tranquilla. Sapevo che sarebbe stata una gara difficile, dura in salita e in discesa, sono partita bene e appena ho potuto ho superato in discesa la battistrada, poi nei giri seguenti ho aumentato il mio vantaggio arrivando al traguardo per prima, gestendo la gara con lucidità senza mai correre rischi. Mi sono emozionata tantissimo a tagliare il traguardo con il tricolore … sarà l’età, con quella ho perso un pò di destrezza, ma è andata benissimo. La maglia la dedico ovviamente al team, sono fantastici, alla mia famiglia e a tutti quelli che mi stanno vicino”

Il risultato pieno è solo l’inizio di una giornata superlativa per Pavan Free Bike, con altre quattro medaglie e ottimi risultati di squadra. Dopo i due titoli consecutivi del 2018 e 2019, Alberto Riva si è dovuto accontentare del secondo posto tra i Master 2, in quella che è stata la gara più entusiasmante della giornata. Una gara avvincente con qualche scambio di posizione con il Campione Europeo Michele Righetti che ha condotto il primo giro, nel secondo Riva è passato in testa e ha guadagnato una manciata di secondi che però non è riuscito a mantenere nel giro finale, lasciando il comando all’avversario. Con una discesa da manuale Riva si è riagganciato prima dell’ultima curva, senza avere però la possibilità di disputare la volata, medaglia d’argento per soli 2 secondi.

Nella stessa gara quarto posto per Giorgio Redaelli, il miglior risultato di sempre per il 38enne di Usmate Velate alla quarta partecipazione al Campionato Italiano. Ha fatto la gara al massimo delle sue possibilità anche Silvio Olovrap, quinto nel 2019 e secondo dei Master 5 quest’anno alle spalle del campione uscente Fabrizio Pezzi che ha condotto la gara sin dai primi metri.

Ha ceduto il titolo dei Master 6 con grande onore Giovanni Bartesaghi, tra i primi dopo la prima lunga salita fino ad una caduta che lo ha costretto ad una rimonta dalla decima posizione conclusa al terzo posto. Medaglia di bronzo anche per la varesina Karin Tosato nella categoria Master Woman 2, poco soddisfatta al traguardo della sua gara chiusa comunque con l’ennesimo podio.

Il settimo posto di Renato Cortiana tra i Master 1 riporta la memoria del Campione Italiano 2019 alla sua prima partecipazione nel 2015 all’edizione di Volpago del Montello, conclusa anche allora con lo stesso risultato a cui sono poi seguiti il quinto a Courmayeur (2016) e il terzo a Genova nel 2017, risultati che non avranno un seguito, visto che per il 30enne di Schio quella in Garfagnana è stata una delle ultime gare.

“Oggi sapevo che non sarei stato in grado di difendere il titolo perché non avevo una forma decente per riuscire a battagliate con i primi, però ho voluto comunque essere presente visto che ero il campione italiano uscente. Questa per me è stata una delle ultime gare, ho preso la decisione di smettere di correre ormai da qualche tempo e con questa gara ho disputato il mio ultimo campionato italiano. Per me è arrivato il momento di dedicarmi ad altro, ho avuto dal ciclismo più di quanto mi aspettassi, gli ho dedicato molto tempo che ho sempre sottratto ad altro, ma ora mi sento di dedicarmi alla famiglia, un dovere verso la mia compagna Alice che mi è sempre stata vicina e che mi ha sempre assecondato in quello che più mi piaceva fare”

Un ottimo bilancio quindi per Pavan Free Bike con una medaglia d’oro, due d’argento e due di bronzo a ripagare gli sforzi, l’impegno e la passione verso questa specialità, da parte delle società di Sovico, dei dirigenti ed in primis degli atleti e atlete.

“Un bel bilancio, per il secondo anno consecutivo riusciamo a raggiungere la medaglia più pregiata, ma rispetto allo scorso anno, alle due medaglie d’argento si sono aggiunte anche due di bronzo” – afferma il presidente Antonio Pavan“Sia gli uomini che le donne sono stati bravi ad esprimere il meglio in questo appuntamento tricolore. Un grazie a tutti i presenti a questa trasferta tricolore, e naturalmente anche a chi non è riuscito a concludere la propria gara nelle prime posizioni come lo Junior Vittorio Bandini che ha partecipato al suo primo Campionato Italiano, Maurizio Brambilla che con questo ne ha fatti sette, Carlo Bruzzone al traguardo anche della sua tredicesima partecipazione all’italiano, ma anche a Stefano Bonadei, che non ha concluso la gara per una foratura al secondo giro e a Giuseppe Mascheri che invece non ha preso il via, dopo la caduta in prova di sabato in cui ha rimediando alcuni punti di sutura ad un braccio”

Mirino puntato sul Campionato Italiano in Garfagnana

Il Campionato Italiano Cross Country in programma domenica prossima sarà l’occasione per eguagliare e migliorare il risultato del 2019. Anche quest’anno Pavan Free Bike ci arriva con una squadra in forma e motivata.

Una gara tanto attesa quella del Campionato Italiano Cross Country, che dopo mille rinvii causa Covid, vedrà al via anche quest’anno una Pavan Free Bike combattiva e determinata per andare a caccia dei titoli tricolori in palio sul tracciato della Garfagnana che ieri ha acceso i riflettori sulla prima giornata dei due week-end tricolori con i Campionati Italiani Giovanili.
Nell’ultima gara di giornata, quella degli Allievi 2, ottimo risultato del cogliatese Alessandro Bassi che ha colto alla sua terza partecipazione al Campionato Italiano il miglior risultato di sempre, classificandosi al 21° posto. Bassi ha avuto la sua crescita fin da Esordiente 1 tra le fila di Pavan Free Bike e i suoi risultati sono andati di pari passo con il passaggio di categoria, anche se quest’ultimo non lo soddisfa pienamente..

“Sono partito con il numero 26 e man mano che la gara procedeva sono riuscito a recuperare qualche posizione. Nonostante abbia concluso con un risultato niente male, non è andata come speravo, non mi sono sentito al mio massimo e sono anche caduto al primo giro. È stata una corsa molto dura, ma il percorso era bellissimo con salite toste in successione, discese tecniche ed impegnative, speravo di ottenere un miglior risultato ma prendo quello raggiunto come una motivazione per fare ancora meglio nelle prossime gare”

La sveglia è suonata presto ieri mattina anche per il gruppetto di atleti di Pavan Free Bike che per tornare a conquistare quelle maglie che negli ultimi anni hanno spesso arricchito la bacheca della formazione brianzola, hanno fatto della GranParadiso Bike la gara fondamentale per rifinire la condizione in vista del Campionati Italiani Cross Country al Bike Park del Ciocco, in Toscana. Granfondo di 50 Km con 1.500 metri di dislivello a Cogne, nella natura dello splendido Parco Nazionale del Gran Paradiso, una gara condotta a ritmi molto elevati ed incerta fino al giro di boa di Epinel, vinta dal Campione del Mondo Marathon, Leonardo Paez.

Tra i migliori Master anche i bikers di Pavan Free Bike con Giuseppe Mascheri, 52° assoluto e secondo Master 1, soddisfatto per aver ritrovato dopo un mese dall’ultima gara disputata ritmo e forma. Quattro posizioni dietro Silvio Olovrap (56°), quasi sorpreso per aver vinto la categoria Master 5.

“Ho deciso di partecipare a questa granfondo per fare ritmo e ho corso senza sapere gli avversari di categoria che avevo davanti e dietro. Alla fine è andata anche bene, ho vinto la mia terza gara quest’anno, meglio di così cosa vuoi aspettarti, ottimo in vista del campionato italiano dove spero di ottenere il massimo”

Vittoria di categoria anche per Giovanni Bartesaghi che come due settimane fa alla Bardolino Bike ha dominato il campo tra i Master 6. Secondo posto tra le Master Woman per Karin Tosato che ha ripetuto il risultato del 2015, contenta anche per aver trovato una miglior pedalata rispetto alla settimana prima e un miglior risultato rispetto al quarto posto della Monselice in Rosa MTB.

Fotografia © Roger Berthod

Stefano Moretti è nella Hall of Fame dell’Everesting

Al centro dei desideri dell’ingegnere di Paladina, quest’anno c’era un impresa, l’Everesting. Pronto a mettersi alla prova per superare i propri limiti Stefano ha coronato il sogno con la realizzazione sulla salita del Rifugio Calvi, scalata per dieci volte.

In un anno avaro di manifestazioni, anche in Pavan Free Bike è esplosa la sfida difficilissima, si chiama “Everesting” e consiste nello scalare una salita tante volte quante ne servono per arrivare a 8.848 metri, l’altezza dell’Everest.

Dopo Giuseppe Mascheri che ha percorso per 12 volte consecutive la salita Taceno–Alpe Camaggiore e dopo Cristian Vaira che ha scalato per sette volte la Ono San Pietro-Rifugio Campione, ecco l’impresa di Stefano Moretti che per centrare il suo obiettivo ha raggiunto il dislivello dell’Everest, in Val Brembana, sull’ascesa dal lago di Carona al Rifugio Calvi. Per centrare questo obbiettivo l’atleta di Paladina ha dovuto percorrere consecutivamente per dieci volte il sentiero sterrato lungo 9,4 Km, con una pendenza superiore all’10%, toccando quota 8.941 metri di dislivello.

Ciao Stefano, ci racconti come sei arrivato a questa sfida?
”Da qualche mese, cullavo il sogno di tentare una sfida di questo tipo, volevo però farla in mountain bike su una salita che avesse un profondo significato per me. per questo ho scelto la salita al rifugio Calvi partendo dal lago di Carona. Una salita sterrata con tratti in cemento e un tratto finale molto ripido a fianco della murata della diga di Fregabolgia, che arriva a 2.000 metri in un paesaggio fantastico. Affrontai questa salita per la prima volta nel 2005 a 14 anni e subito me innamorai”

Come hai preparato questa impresa?
“Premetto che avevo fatto un primo tentativo senza alcuna preparazione o pianificazione particolare circa un mese fa. In quell’occasione, avevo completato 8 delle 10 scalate previste, seppur fallendo, la base del successo sta proprio in quel tentativo. Non avevo dato importanza a tre fattori fondamentali: l’alimentazione, la scelta dei rapporti della bicicletta vista la presenza di diversi tratti molto ripidi e ultimo ma più importante il tifo, il supporto sia delle persone a me care, sia di passanti che durante la loro passeggiata giornaliera si sono appassionati alla mia impresa e mi hanno incitato”

Ci racconti come è andata questa lunghissima giornata?
“Il tentativo ha visto lo start alle 3.37 del mattino il 25 agosto dal lago di Carona. Per la prima scalata ho avuto la compagnia di mio padre con la bicicletta a pedalata assistita che mi faceva luce sul sentiero, poi le successive le ho fatte da solo. Grazie al tentativo precedente conoscevo bene quale fosse il passo che potevo sostenere per poter ambire a terminare la prova. La fatica c’è indubbiamente ma l’Everesting è anche una sfida mentale, non è facile ripetere la stessa salita più volte, ritengo che sia stato fondamentale il sostegno di chi mi ha fatto ritrovare le energie per portare a termine l’impresa. Prima Claudio e Ambrogio del Pavan Free Bike che mi hanno scortato per diversi tratti, poi di nuovo mio padre, a lui va decisamente un ringraziamento particolare, colleghi di lavoro, conoscenti e non. Dalla settima ascesa in poi sono arrivate anche la mia ragazza Martina, mia mamma e mia sorella Elena a darmi sostegno nel momento più critico”

A quel punto non potevi certo mollare…
“Quando alle 19.30 ho lasciato il rifugio Calvi per la nona volta per scendere a valle e affrontare l’ultima scalata, sono rimasti tutti al rifugio ad aspettarmi pronti a festeggiare il mio ritorno. Quello che ho provato in quel momento è indescrivibile, ero sfinito ma tutto quel supporto unito al fatto che ormai ce l’avevo quasi fatta mi hanno dato una carica in più per affrontare la salita per l’ultima volta”

Come è stata questa ultima fatica?
”Sono arrivato a Carona, ho sistemato il faretto sulla bicicletta e via, sono risalito. L’ultima ascesa ho faticato veramente tanto guardando i tempi, ma ormai non sentivo più niente, avevo l’unico obiettivo di raggiungere la cima. Superata per l’ultima volta la diga, mi sono fermato per ritrovare le ultime energie e ho affrontato il tratto finale in falsopiano al buio, sentendo già in lontananza la tromba del mio collega Pierluigi e le urla di tutte le persone che mi aspettavano. Alle 21.20 ho raggiunto il rifugio per la decima volta completando l’Everesting dopo aver percorso 180 Km, 8.941 metri di dislivello in 17 ore e 43 minuti totali con 15 ore e 22 minuti di pedalata effettiva. Porterò per sempre con me il ricordo di questa giornata e della festa che è seguita, veramente grazie a tutti”

Quest’anno avevi deciso di affrontare con meno impegno la tua sesta stagione con Pavan Free Bike, ci spieghi i motivi?
“È vero, quest’anno avevo deciso di affrontare la stagione con meno impegno, per me meno impegno significa essenzialmente meno gare e non di certo meno chilometri. Per questo avevo deciso di ridurre semplicemente il numero di gare, limitandomi a partecipare alle competizioni più vicine a casa. La motivazione è legata all’imminente matrimonio e al lavoro che, crisi post Covid a parte, richiede ovviamente maggior priorità. Spesso il sabato o la domenica preferisco fare un giro molto lungo partendo presto la mattina per poi dedicare il resto della giornata a fare altro. Una gara ogni tanto mi serve per creare motivazione, darmi quello stimolo in più per migliorare e allenarmi di più”

Il matrimonio con la tua Martina è alle porte, tutto pronto?
“Ormai manca davvero poco al matrimonio e sia io che Martina non vediamo l’ora di coronare il nostro sogno. Ci sono state diverse complicazioni nell’avvicinamento a questo traguardo, ma ora ci siamo e non stiamo più nella pelle. É tutto pronto, chiesa, ristorante, vestito, bomboniere, il 12 settembre io e Martina diventeremo marito e moglie e da li comincerà il nostro cammino insieme, di certo più importante di qualsiasi gara o traguardo in bicicletta”

Stefano Moretti Bio
Per Stefano Moretti il ciclismo è decisamente un affare di famiglia: suo padre Gianni, è un grande appassionato e praticante, ma Stefano nello sport è andato oltre, infatti al di là del ciclismo, ha praticato fino ad un paio di anni fa anche judo, togliendosi nel 2016 la soddisfazione di conquistare la cintura nera.

Nato a Bergamo nel gennaio 1991, abita a Paladina e inizia ad andare in mountain bike a 12 anni. Oggi con
molta costanza, si divide tra il suo lavoro di ingegnere progettista meccanico e la bicicletta.
Nel 2004 e 2005 ho indossato la casacca della Scuola MTB Felice Gimondi si Sombreno e poi il passaggio nel team bresciano Biesse Macosta nel 2006, anni in cui ha vinto le sue prime gare nelle categorie Esordienti e Allievi.

Dal 2007 al 2011 ha corso su strada con la GS Vanotti negli Allievi, con il GC Almenno e il Team fratelli Giorgi negli Juniores e con la SC Cene negli Under 23, raccogliendo su strada due vittorie, tra cui l’arrivo solitario a Comonte di Seriate nel 2009 con la maglia del Team Giorgi e molti piazzamenti.
Nel 2012, la mancanza di risultati tra gli Under 23 e gli studi univeristari lo riportano a correre in mountain bike con la società lecchese del Team Alba Orobia Bike. Dal 2013 al 2015 ha poi gareggiato con il team KTM Protek Dama, prima nella categoria Under 23 e poi Elite, partecipando con la squadra di Monticello Brianza alle alle più belle granfondo e marathon nazionali, riuscendo a cogliere anche dei buoi risultati.

Nel 2016 Stefano ha preso la decisione di correre solo per divertimento nella categoria Master e da allora fa parte della famiglia del Pavan Free Bike togliendosi in questi anni bellissime soddisfazioni. Nel 2016 ha vinto la classifica finale del circuito Brescia Cup e la maglia di Campione Regionale Cross Country, nel 2017 il circuito Orobie Cup, nel 2018 ha chiuso la stagione con quattro vittorie e l’anno dopo ne ha aggiunte altre due alla sua collezione di 60 in carriera.

Giuseppe Mascheri …. semplicità e determinazione

Con il sorriso, la semplicità e la determinazione affronta la vita e la bicicletta. New entry 2020 in Pavan Free Bike, ha vinto subito alla prima uscita con i colori rosso-bianco, ma la sua impresa vera e propria è stato un Everesting, una sfida verticale su una salita della sua Valsassina.

Parlare di inizio di stagione con il botto è quanto mai appropriato a proposito di Giuseppe Mascheri, appena arrivato in Pavan Free Bike, alla prima gara dell’anno a Calusco d’Adda, il 34enne di Introbio, ha inaugurato la serie di vittorie del team, prima di tornare a calzare gli sci sulle piste della sua Valsassina.

Da ragazzino per uno che vive in Valsassina, imparare a sciare è una cosa del tutto naturale, una regola a cui nemmeno Giuseppe Mascheri è sfuggito e dai 6 ai 14 anni deve la sua crescita sportiva ad uno sci club della valle, che lo ha accompagnato nell’agonismo. Al ciclismo si è avvicinato più tardi, “distratto” anche dalla passione per le due ruote a motore. Ha iniziato a gareggiare in mountain bike per puro divertimento solo nel 2015 e da allora non ha perso occasione per mettersi in gioco e dimostrare a se stesso la sua tenacia in gara come nella vita.

Ciao Giuseppe, raccontaci come sei arrivato in Pavan Free Bike?
“Negli ultimi anni durante le gare ho avuto modo di vedere crescere il numero degli atleti della squadra e sui percorsi un’assistenza ai corridori sempre curata, questo mi ha fatto subito capire la serietà del team. Dopo una breve chiaccherata con Claudio, ad inizio stagione la decisione è stata semplice e immediata, dopo un paio di incontri con la squadra ho anche potuto constatare che la vera essenza di Pavan Free Bike è la passione”

Hai iniziato con le gare long distance e nei tuoi cinque anni in mtb hai partecipato in prevalenza a marathon e point to point, quest’anno cosa avevi in programma?
“Si, ho iniziato con le marathon più per casualità che per scelta. Mi hanno dato molte soddisfazioni ed ho avuto modo di crescere come atleta, fino allo scorso anno quando dopo aver provato a correre un paio di gare in circuito ho deciso di lanciarmi nel mondo cross country, con nuovi stimoli e nuovi obiettivi”

Che caratteristiche fondamentali ritieni di avere come sportivo?
“Posso dire di essere molto ambizioso ed avere spirito di sacrificio, preferisco guardare al futuro cercando di migliorarmi e divertirmi il più possibile. Senza sacrificio non è bello ottenere risultati e questi sono la somma di tutto quello che hai fatto prima, anche se non sempre tutti i sacrifici vengono ripagati”

Il giorno dell’Epifania, prima gara e prima vittoria a Calusco d’Adda con la nuova maglia, che giorno è stato quello?
“Una vittoria che mi ha senz’altro fatto piacere, ma a dirla tutta è stata più fortuna che merito…”

E quello della tua prima vittoria nel 2019 a Brenna?
“Più che l’aver vinto la gara, la grande soddisfazione è stata l’aver raggiunto un obiettivo, la prima vittoria appunto”

Come sono andate le gare del restart della stagione?
”Bene direi, alla prima gara dopo la ripresa sono salito sul podio a Rivoli Veronese e ho concluso in quarta posizione al Campionato Regionale. Anche senza competizioni quest’anno sono riuscito a togliermi una piccola soddisfazione con una sfida verticale, un Everesting su una salita vicino a casa mia, la Taceno – Alpe Camaggiore: E’ stata dura, a tratti è sembrato impossibile, l’ho cercato, voluto fortemente ed ottenuto con tutto me stesso, ora lo custodirò per sempre”

Quanto tempo dedichi all’allenamento? Come riesci a conciliarlo con il lavoro?
“Il più possibile, cercando come tutti di incastrare impegni lavorativi, sono artigiano impermeabilizzatore nel settore edile, e famigliari nel migliore dei modi. Di questo l’intero merito va a mia moglie Mari”

Alberto Riva: altra vittoria a Pergine Valsugana

Le prime gare del 2020 del Campione del Mondo hanno regalato grandi soddisfazioni a Pavan Free Bike. Dopo le due vittorie di inizio stagione e il secondo posto di Rivoli Veronese, Alberto Riva ha concesso il bis in Valsugana. Sul podio anche Silvio Olovrap, terzo in una giornata in cui proprio potuto fare di meglio.

Quarta vittoria stagionale per Alberto Riva che si conferma ai vertici delle classifiche anche nel 14° Memorial Bruno Alverà. Sette giorni dopo l’assolo di Pontida, il Campione del Mondo ha aggiunto oggi un altro successo, uno di quelli che non ammettono replica, tornando ad alzare le braccia al cielo con autorità nella Top Class Regionale disputata al Parco Tre Castagni di Pergine Valsugana (TN).
Il 38enne di Arquata Scrivia ha firmato l’assoluta nella seconda gara della giornata, cogliendo la prima piazza sulla distanza dei cinque giri, al termine di una gara in cui ha gestito il ritmo dall’inizio alla fine.

“Avevo segnato questa data sul calendario, ci tenevo a fare bene in questa gara a cui non avevo mai partecipato. Gran bel percorso questo di Pergine, degno di un Campionato Italiano, su cui è stato importante gestire bene le energie perchè alla lunga sapevo che la fatica si sarebbe fatta sentire e così è stato. E’ stata una gara tutta in testa, di quelle che ti fanno dire: oggi ho corso bene!”

Per Riva è arrivata così, la quarta vittoria stagionale, la nona per Pavan Free Bike, che con Silvio Olovrap è salito sul podio del Master 5. Il veterano di Correzzana, dopo le vittorie di Rivoli Veronese e Pontida ha dovuto accontentarsi della terza piazza in una giornata in cui è rimasto lontano dai migliori.

“Non si può sempre vincere” – ha commentato allargando le braccia Olovrap – “Dopo le prime due gare in cui tutto era andato come speravo, purtroppo, oggi non ho corso al meglio delle mie possibilità, nel bilancio di una stagione ci sta”

Nonostante una partenza sofferta, anche la gara di Giorgio Redaelli ha avuto un buon epilogo. Il Master 2 di Usmate Velate, è stato bravo a costruire una buona rimonta, recuperando fino al quinto posto, distante solo 13 secondi dal quarto posto.

Con la prova di Coppa Italia Giovanile, riservato alle categorie Esordienti e Allievi, il Memorial Bruno Alverà ha rimesso in moto sabato anche l’attività giovanile. Al via tantissimi ragazzi tra cui Alessandro Bassi, che ha terminato la gara in 18ª posizione, certamente un buon risultato considerato il livello nazionale di una manifestazione che ha visto in classifica 65 ragazzi Allievi. Buona prestazione anche per lo Juniores Vittorio Bandini che ha gareggiato nella gara nazionale, piazzandosi 21° (77 i classificati) in 1 ora 08’ 25”. La gara è stata vinta dal Campione Regionale Alto Adige, Tobias Oberhammer in 1 ora 00’ 26”.

Continua la conquista di maglie di Pavan Free Bike

Grande affermazione a Pontida per Pavan Free Bike che con tre campioni regionali fa incetta di maglie. Con i titoli di Alberto Riva, Silvio Olovrap e Giovanni Bartesaghi la società di Sovico raggiunge quota 11.

Altre tre maglie sono andate ad arricchire la già affollata bacheca di Pavan Free Bike. Alberto Riva (M2), Silvio Olovrap (M5) e Giovanni Bartesaghi (M6) si sono aggiudicati a Pontida il titolo di Campione Regionale Cross Country. Una gara impegnativa e caratterizzata dal gran caldo quella andata in scena sui sentieri del Monte Canto in cui oltre alle casacche bianco verde griffate dalla rosa camuna la squadra di Sovico ha raccolto anche medaglie e buoni piazzamenti.

“Oggi si correva per i titoli regionali e siamo felici che ad indossare la maglia di campione regionale siano proprio tre atleti che sono da poco con noi ma che hanno alle spalle un ruolino di marcia impressionante. Per loro era facile pronosticare vittorie e podi, regalarci insieme tre titoli regionali ha confermato le aspettative riposte nel nostro team nel corso dei mesi invernali. I ragazzi hanno trovato velocemente il giusto feeling e sono riusciti a far emergere presto le loro qualità e le loro ambizioni”, ha commentato il presidente Antonio Pavan.

Se per le vittorie di Silvio Olovrap e Giovanni Bartesaghi, sempre in testa per tutta la gara, tutto è andato a vele spiegate, quella di Alberto Riva ha avuto un finale thriller a causa di una foratura. Quando aveva la vittoria in tasca, all’ultimo giro il Campione del Mondo ha sbagliato l’ingresso nella prima discesa e ha tagliato il copertone posteriore, riuscendo comunque a imporsi vittorioso il traguardo davanti al compagno di squadra, Giorgio Redaelli.

“Nel secondo giro sulla salita lunga mi sono trovato a fare il ritmo e da quel momento ho iniziato a guadagnare fino ad avere un vantaggio rassicurante, era andato tutto liscio, ma all’ultimo giro ho forato” – racconta Riva – “Ho riparato la gomma con il verme di mastice e grazie anche alla mousse SoulCiccia sono riuscito a mantenere la prima posizione. Mi è arrivato alle costole il mio compagno di squadra Giorgio Redaelli che giustamente si è giocato le sue carte e ho dovuto spingere a tutta fino in fondo per avere la meglio”

Gara molto positiva per il biker di Usmate Velate che ha finito secondo a pochi secondi dal vincitore: “All’ultimo giro ho raggiunto Alberto e sulla salita più ripida ho voluto provarci, l’ho passato ma ero oltre il mio limite così sullo strappo successivo mi ha ripassato ed è arrivato al traguardo 25 secondi prima di me! Comunque grande soddisfazione perchè ho disputato il miglior regionale di sempre e finire secondo dietro ad un Campione del Mondo mi fa capire che sono in ottima forma”

Ottime posizioni per il resto della compagine nella seconda gara del pomeriggio con il quinto posto di Stefano Moretti e il sesto di Cristian Boffelli nella categoria Elite Sport, il secondo di Renato Cortiana, il quarto di Giuseppe Mascheri e il quinto di Mirko Gritti (Master 1), il nono di Carlo Bruzzone (Master 2).

A completare la festa in gara 1 il quinto posto di Stefano Bonadei tra i Master 3, il quarto di Karin Tosato e il sesto di Paola Bonacina nella categoria Master Woman. Ottimo sesto posto anche per Alessandro Bassi, tra i migliori Allievi a Pontida.

Giorgio Redaelli … Dopo il motocross la storia si ripete in mountain bike

Brianzolo di Usmate Velate, ha dedicato tanti anni della sua vita alle due ruote, prima nel motocross e poi con la mountain bike con cui gareggia da soli tre anni. Autore di una stagione 2019 di alto livello con il team Oliveto, a 38 anni, ha tanta voglia di buttarsi nella mischia e di dare battaglia anche con la maglia di Pavan Free Bike.

Un passato in ambito motociclistico che l’ha portato a correre prima nell’enduro e poi nel cross, poi a partire dal 2017 si è innamorato della mountain bike, che fin da bambino ha sempre avuto tra i suoi giocattoli. La passione per le moto è una cosa che Giorgio Redaelli si porta dentro, perché lo sport e la sfida sportiva fanno parte del suo DNA, tanto che nel 2000 ha iniziato a disputare le sue prime gare in mountain bike, ispirato dagli specialisti del motocross che integravano nella loro preparazione quel tipo di allenamento oltre alla palestra.

Appuntamento fisso dei primi anni è stata la Marathon Bike della Brianza da non tesserato, finché a seguito di una serie di cambiamenti nella sua vita privata, nel 2017 ha deciso di lasciare i motori e iniziare a darci dentro con la bici. Già alla prima stagione i risultati sono stati incoraggianti, ha subito vinto le sue prime gare e ha concluso il circuito Orobie Cup in seconda posizione e Brescia Cup in quinta. L’anno dopo le vittorie sono state quattro, tutte nel circuito Orobie Cup, concluso da vincitore della categoria Master 2, ma tra gli highlights della stagione ci sono anche il terzo posto al Campionato Regionale Cross Country e il settimo al Campionato Italiano Cross Country di Pila.

I miglioramenti sono stati rapidi ed incoraggianti e il divertimento ha fatto crescere ulteriormente questa passione che ha avuto punti ancora più alti nel 2019 con le vittorie finali nei circuiti regionali Gran Prix Valli Varesine e Orobie Bike Challenge, podi e dei piazzamenti significativi anche in alcune gare nazionali.

Ciao Giorgio, raccontaci come sei arrivato in Pavan Free Bike?
”Alla fine del 2018 ho conosciuto un pò meglio due atleti del team, Giuseppe Conca e Monica Maltese e abbiamo fatto qualche bel giro insieme, inoltre conoscendo anche Andrea Artusi, mio ex compagno di squadra nel Team Oliveto ho potuto avvicinarmi alla squadra. Ho avuto il piacere di conoscere Antonio Pavan, che in realtà ho poi scoperto essere un amico di mio nonno e di famiglia e verso metà del 2019 è arrivata la proposta di passare a Pavan Free Bike. Loro potevano offrirmi un certo supporto per partecipare alle gare XC di alto livello, quelle che mi piacciono di più per il format e i passaggi tecnici da affrontare e così ho deciso di correre con loro, lasciando la mia vecchia squadra con un pò di malinconia per gli amici che ho trovato li”

Il 2019 è stato un anno molto positivo per te, hai vinto il Grand Prix Valli Varesine e Orobie Cup, cosa immaginavi per il 2020?
”Sì molto positivo, anche se il circuito Orobie Cup è stato molto ridimensionato nel 2019, niente a che vedere con quello del 2018 che avevo comunque vinto, ma decisamente con più fatica. Il mio obiettivo principale per il 2019 era fare bene nel Santa Cruz Series, dove il livello era sicuramente più alto e credo di essermi difeso bene, in una categoria davvero tosta, nella quale non sono mai andato oltre il quarto posto e in un paio di occasioni ho centrato il podio. Per il 2020 l’obiettivo era fare bene nel Santa Cruz Series, rifarmi del brutto italiano del 2019 e cercare di fare qualcosa di bello nelle gare internazionali UCI alle quali intendeva partecipare il team”

Quante gare hai vinto in carriera? Tra le tante hai qualche vittoria a cui tieni in modo particolare?
“Credo circa una decina o poco più, ma con tanti podi. In tre anni che corro ho fatto quasi 75 gare.
Le vittorie più belle sono state sicuramente l’assoluta del percorso medio della Marathon Bike della Brianza 2017, al mio primo anno di gare, un’altra grande soddisfazione era arrivata proprio la settimana prima con la prima vittoria in una gara di Orobie Cup, a Piazzatorre, la gara più dura del circuito”

Parlaci e raccontaci un po’ di questo sport….
“Da bambino adoravo guadare in bicicletta il fiume e le enormi pozzanghere di fango nella Valle del Lambro. Arrivavo a casa, mia mamma mi sciacquava in giardino con la canna dell’acqua e poi mi faceva lavare i vestiti a mano. La bici invece era già pulita, perché prima di tornare a casa la lavavo nel torrente! Ora che gli anni sono passati, preferisco non sporcarmi, ma se se si corre nel fango non mi tiro indietro”

C’è qualcosa che, come appassionato di mountain bike, vuoi ancora assolutamente raggiungere?
“Beh, vedendo che l’età agonistica va sempre più in là, anche se ho 38 anni, posso dire di averne davanti tanti altri per raggiungere obbiettivi prestigiosi! Però i desideri non vanno mai detti a voce alta!”

Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento? Come riesci a conciliarlo con il lavoro?
“Con il post Covid e il poco lavoro, molto più dell’amatore medio. Però diciamo che in condizioni normali mi alleno 5 o 6 giorni alla settimana per una media di 1 ora e 30’ a seduta. Normalmente in inverno allenamenti più brevi e specifici in pausa pranzo e nella bella stagione anche qualcosa di più lungo la sera. Vivendo da solo non è facile organizzare tutto nella vita quotidiana, credo che le prestazioni arrivino da una serie di cose che devono girare nel senso giusto e contemporaneamente. Se ti alleni come un matto ma non ti riposi o mangi male, è difficile che migliori, a volte mi servirebbe riposare di più, ma l’amatore è così: deve cercare di incastrare tutto al meglio possibile e prendere quello che viene”

Riapertura col botto a Rivoli Veronese con Silvio Olovrap

Prima gara e prima vittoria del biker di Correzzana a segno per la prima volta nella Mesa Bike. Nella gara di Rivoli Veronese il sodalizio del presidente Antonio Pavan brilla anche con Alberto Riva, Giuseppe Mascheri e Giorgio Redaelli.

Ritorno alle gare al top per Pavan Free Bike! Silvio Olovrap ha messo la firma sulla sua prima vittoria nella Mesa Bike Special Edition che si è disputata ieri a Rivoli Veronese, una vittoria, alla prima gara con la maglia rosso-bianca che difficilmente Silvio potrà dimenticare, confermata la prima posizione, il Master 5 di Correzzana ha poi gestito la gara senza esagerare.
Le soddisfazioni per la squadra di Sovico non si fermano al primo posto di Olovrap, la squadra brianzola ha ripreso presto le redini di una stagione che nonostante il periodo di stop forzato ha tutti i presupposti per regalare tanti grandi risultati.
Tra i protagonisti assoluti della gara veronese Alberto Riva, quarto nella gara riservata alle categorie amatori, Giuseppe Mascheri, ottavo e Giorgio Redaelli, decimo.

La gara che si è disputata su un circuito di tre giri di 8,5 Km è stata condizionata da ingorghi nei primi single track che si sono manifestati subito dopo la partenza, come racconta il Campione del Mondo, Alberto Riva: “Noi amatori siamo partiti tutti insieme e troppo ravvicinati con le partenze precedenti, così dopo 200 metri eravamo già intasati. Al primo giro mi sono anche fermato perché uno Junior era caduto e sembrava si fosse fatto piuttosto male. Si può dire che è stata una gara in due tempi, con una prima parte dove i rallentamenti non permettevano di trovare il giusto ritmo e una seconda che ci ha costretto ad una crono per recuperare”

Quarto assoluto, il campione di Arquata Scrivia, ha mostrato il suo livello di forza fisica e mentale conquistando il secondo posto di categoria, tagliando il traguardo alle spalle del vincitore, il Campione Europeo Master 2, Michele Righetti. Le sue dichiarazioni a fine gara: ”Ho perso tempo e soprattutto posizioni nel rallentamento seguito alla caduta che ha coinvolto il ragazzo Junior e quando sono ripartito mi sono trovato in mezzo a corridori molto più lenti. Ho recuperato bene fino a raggiungere a metà dell’ultimo giro il primo della mia categoria, ma nel finale non ho avuto le gambe per batterlo e ho concluso dietro di lui, staccato di pochi metri”

Terzo posto per Giuseppe Mascheri tra i Master 1, dietro due avversari che avevano un altro passo e che hanno concluso nelle prime due posizioni assolute la gara Master, comunque un’ottima prestazione per il biker valsassinese che ha già dimostrato uno stato di forma importante. Giorgio Redaelli ha chiuso la top ten, quarto e appena giù dal podio Master 2, ma comunque contento perché quando al terzo giro ha trovato la strada un pò più libera e ha potuto fare il suo ritmo, ha avuto buone sensazioni che gli danno fiducia per le prossime gare.

Non sono mancati i piazzamenti per il resto della compagine con Carlo Bruzzone, 12° nella Master 2 e Alessandro Bassi, 14° tra gli Allievi.

Pavan Free Bike si prepara per il riavvio della stagione

Due giorni in Alta Val Brembana per preparare la ripresa della stagione con un training camp di allenamento nel rispetto delle raccomandazioni Covid-19. La squadra è pronta a ripartire e dopo gli allenamenti individuali si è ritrovata per un mini-raduno collettivo a Branzi.

Con il calendario rivisto e ora rifinalizzato, Pavan Free Bike ha concluso ieri un mini-raduno di due giorni per lo staff e 13 degli atleti della rosa 2020. Il centro turistico di Branzi ha offerto le condizioni perfette per questo e ha premesso ai partecipanti di apprezzare il verde, la bellezza della sua natura, i sapori dei piatti legati alla tradizione locale dell’Agriturismo Alle Baite e di uno dei più antichi e tipici formaggi delle Orobie prodotto dalla Latteria Sociale Casearia di Branzi, sponsor della squadra.

“Innanzitutto, siamo tutti molto contenti che si possa finalmente ricominciare” – ha detto il manager del team, Claudio Cossa – “Queste giornate sono servite da preludio al ritorno alle competizioni e le abbiamo ideate prima di tutto per riunire il gruppo, ma anche per vivere nuovamente quella che in situazioni normali è la nostra quotidianità, quella che ci fa ritrovare sui campi gara ogni domenica”

L’occasione ha permesso di ricreare l’ambiente giusto per porre la basi in vista dell’imminente ripresa dell’attività e di iniziare a riaccendere in ognuno degli atleti la fiamma dell’agonismo che la pandemia del Covid-19 ha messo a dura prova e di stimolare la routine degli allenamenti individuali. Considerato il rispetto delle norme igieniche e comportamentali per la prevenzione delle infezioni, sabato pomeriggio il gruppo degli atleti di Pavan Free Bike è stato accompagnato per un’escursione dal Campione del Mondo Master 2 2007, Riccardo Milesi, tra i boschi di Roncobello e Branzi e nella mattinata di domenica una sorta di test molto utile per ritrovare il giusto feeling di gruppo.

Nella sessione crono individuale ha firmato la miglior performance il Campione del Mondo Alberto Riva che si è poi dimostrato in un’ottima condizione di forma anche nella kermesse cross country di 30’, dove ha preceduto Giorgio Redaelli e Stefano Moretti con quarto Silvio Olovrap, migliore della fascia Master 3+.

“Per i nostri ragazzi questa è stata un’opportunità per poter allenarsi insieme e tutto questo è stato molto utile per tutti” – afferma il presidente, Antonio Pavan – “Vivere insieme, conoscersi meglio, consentire ai nuovi arrivati di integrarsi nel gruppo è qualcosa che ci mancava da tempo e ora che le prime gare sono alle porte, possiamo dire di aver avuto delle ottime risposte dal gruppo che abbiamo formato per il 2020. Avevamo iniziato la stagione con il piede giusto, poi abbiamo perso dei mesi, ma ora siamo certi di poter riprendere il filo interrotto dalla pandemia del Covid-19″.