Stefano Moretti è nella Hall of Fame dell’Everesting

Stefano Moretti è nella Hall of Fame dell’Everesting

Al centro dei desideri dell’ingegnere di Paladina, quest’anno c’era un impresa, l’Everesting. Pronto a mettersi alla prova per superare i propri limiti Stefano ha coronato il sogno con la realizzazione sulla salita del Rifugio Calvi, scalata per dieci volte.

In un anno avaro di manifestazioni, anche in Pavan Free Bike è esplosa la sfida difficilissima, si chiama “Everesting” e consiste nello scalare una salita tante volte quante ne servono per arrivare a 8.848 metri, l’altezza dell’Everest.

Dopo Giuseppe Mascheri che ha percorso per 12 volte consecutive la salita Taceno–Alpe Camaggiore e dopo Cristian Vaira che ha scalato per sette volte la Ono San Pietro-Rifugio Campione, ecco l’impresa di Stefano Moretti che per centrare il suo obiettivo ha raggiunto il dislivello dell’Everest, in Val Brembana, sull’ascesa dal lago di Carona al Rifugio Calvi. Per centrare questo obbiettivo l’atleta di Paladina ha dovuto percorrere consecutivamente per dieci volte il sentiero sterrato lungo 9,4 Km, con una pendenza superiore all’10%, toccando quota 8.941 metri di dislivello.

Ciao Stefano, ci racconti come sei arrivato a questa sfida?
”Da qualche mese, cullavo il sogno di tentare una sfida di questo tipo, volevo però farla in mountain bike su una salita che avesse un profondo significato per me. per questo ho scelto la salita al rifugio Calvi partendo dal lago di Carona. Una salita sterrata con tratti in cemento e un tratto finale molto ripido a fianco della murata della diga di Fregabolgia, che arriva a 2.000 metri in un paesaggio fantastico. Affrontai questa salita per la prima volta nel 2005 a 14 anni e subito me innamorai”

Come hai preparato questa impresa?
“Premetto che avevo fatto un primo tentativo senza alcuna preparazione o pianificazione particolare circa un mese fa. In quell’occasione, avevo completato 8 delle 10 scalate previste, seppur fallendo, la base del successo sta proprio in quel tentativo. Non avevo dato importanza a tre fattori fondamentali: l’alimentazione, la scelta dei rapporti della bicicletta vista la presenza di diversi tratti molto ripidi e ultimo ma più importante il tifo, il supporto sia delle persone a me care, sia di passanti che durante la loro passeggiata giornaliera si sono appassionati alla mia impresa e mi hanno incitato”

Ci racconti come è andata questa lunghissima giornata?
“Il tentativo ha visto lo start alle 3.37 del mattino il 25 agosto dal lago di Carona. Per la prima scalata ho avuto la compagnia di mio padre con la bicicletta a pedalata assistita che mi faceva luce sul sentiero, poi le successive le ho fatte da solo. Grazie al tentativo precedente conoscevo bene quale fosse il passo che potevo sostenere per poter ambire a terminare la prova. La fatica c’è indubbiamente ma l’Everesting è anche una sfida mentale, non è facile ripetere la stessa salita più volte, ritengo che sia stato fondamentale il sostegno di chi mi ha fatto ritrovare le energie per portare a termine l’impresa. Prima Claudio e Ambrogio del Pavan Free Bike che mi hanno scortato per diversi tratti, poi di nuovo mio padre, a lui va decisamente un ringraziamento particolare, colleghi di lavoro, conoscenti e non. Dalla settima ascesa in poi sono arrivate anche la mia ragazza Martina, mia mamma e mia sorella Elena a darmi sostegno nel momento più critico”

A quel punto non potevi certo mollare…
“Quando alle 19.30 ho lasciato il rifugio Calvi per la nona volta per scendere a valle e affrontare l’ultima scalata, sono rimasti tutti al rifugio ad aspettarmi pronti a festeggiare il mio ritorno. Quello che ho provato in quel momento è indescrivibile, ero sfinito ma tutto quel supporto unito al fatto che ormai ce l’avevo quasi fatta mi hanno dato una carica in più per affrontare la salita per l’ultima volta”

Come è stata questa ultima fatica?
”Sono arrivato a Carona, ho sistemato il faretto sulla bicicletta e via, sono risalito. L’ultima ascesa ho faticato veramente tanto guardando i tempi, ma ormai non sentivo più niente, avevo l’unico obiettivo di raggiungere la cima. Superata per l’ultima volta la diga, mi sono fermato per ritrovare le ultime energie e ho affrontato il tratto finale in falsopiano al buio, sentendo già in lontananza la tromba del mio collega Pierluigi e le urla di tutte le persone che mi aspettavano. Alle 21.20 ho raggiunto il rifugio per la decima volta completando l’Everesting dopo aver percorso 180 Km, 8.941 metri di dislivello in 17 ore e 43 minuti totali con 15 ore e 22 minuti di pedalata effettiva. Porterò per sempre con me il ricordo di questa giornata e della festa che è seguita, veramente grazie a tutti”

Quest’anno avevi deciso di affrontare con meno impegno la tua sesta stagione con Pavan Free Bike, ci spieghi i motivi?
“È vero, quest’anno avevo deciso di affrontare la stagione con meno impegno, per me meno impegno significa essenzialmente meno gare e non di certo meno chilometri. Per questo avevo deciso di ridurre semplicemente il numero di gare, limitandomi a partecipare alle competizioni più vicine a casa. La motivazione è legata all’imminente matrimonio e al lavoro che, crisi post Covid a parte, richiede ovviamente maggior priorità. Spesso il sabato o la domenica preferisco fare un giro molto lungo partendo presto la mattina per poi dedicare il resto della giornata a fare altro. Una gara ogni tanto mi serve per creare motivazione, darmi quello stimolo in più per migliorare e allenarmi di più”

Il matrimonio con la tua Martina è alle porte, tutto pronto?
“Ormai manca davvero poco al matrimonio e sia io che Martina non vediamo l’ora di coronare il nostro sogno. Ci sono state diverse complicazioni nell’avvicinamento a questo traguardo, ma ora ci siamo e non stiamo più nella pelle. É tutto pronto, chiesa, ristorante, vestito, bomboniere, il 12 settembre io e Martina diventeremo marito e moglie e da li comincerà il nostro cammino insieme, di certo più importante di qualsiasi gara o traguardo in bicicletta”

Stefano Moretti Bio
Per Stefano Moretti il ciclismo è decisamente un affare di famiglia: suo padre Gianni, è un grande appassionato e praticante, ma Stefano nello sport è andato oltre, infatti al di là del ciclismo, ha praticato fino ad un paio di anni fa anche judo, togliendosi nel 2016 la soddisfazione di conquistare la cintura nera.

Nato a Bergamo nel gennaio 1991, abita a Paladina e inizia ad andare in mountain bike a 12 anni. Oggi con
molta costanza, si divide tra il suo lavoro di ingegnere progettista meccanico e la bicicletta.
Nel 2004 e 2005 ho indossato la casacca della Scuola MTB Felice Gimondi si Sombreno e poi il passaggio nel team bresciano Biesse Macosta nel 2006, anni in cui ha vinto le sue prime gare nelle categorie Esordienti e Allievi.

Dal 2007 al 2011 ha corso su strada con la GS Vanotti negli Allievi, con il GC Almenno e il Team fratelli Giorgi negli Juniores e con la SC Cene negli Under 23, raccogliendo su strada due vittorie, tra cui l’arrivo solitario a Comonte di Seriate nel 2009 con la maglia del Team Giorgi e molti piazzamenti.
Nel 2012, la mancanza di risultati tra gli Under 23 e gli studi univeristari lo riportano a correre in mountain bike con la società lecchese del Team Alba Orobia Bike. Dal 2013 al 2015 ha poi gareggiato con il team KTM Protek Dama, prima nella categoria Under 23 e poi Elite, partecipando con la squadra di Monticello Brianza alle alle più belle granfondo e marathon nazionali, riuscendo a cogliere anche dei buoi risultati.

Nel 2016 Stefano ha preso la decisione di correre solo per divertimento nella categoria Master e da allora fa parte della famiglia del Pavan Free Bike togliendosi in questi anni bellissime soddisfazioni. Nel 2016 ha vinto la classifica finale del circuito Brescia Cup e la maglia di Campione Regionale Cross Country, nel 2017 il circuito Orobie Cup, nel 2018 ha chiuso la stagione con quattro vittorie e l’anno dopo ne ha aggiunte altre due alla sua collezione di 60 in carriera.