Stefano “Lampo” Bonadei … sci e mountain bike made in Val Seriana

Stefano “Lampo” Bonadei … sci e mountain bike made in Val Seriana

Bergamasco di Rovetta, dopo aver praticato lo sci di fondo, è diventato uno dei punti di riferimento per la mountain bike in Alta Val Seriana. Tra le settanta vittorie colte in mountain bike, un segno tangibile è la maglia di Campione Italiano Marathon vinta nel 2010.

Sci stretti e mountain bike, ecco la duplice attività agonistica di Stefano Bonadei, 42 anni di Rovetta, Campione Italiano Marathon nel 2010, uno dei punti di riferimento per la mountain bike in Val Seriana. Sposato con due figli, di professione operaio, conosciuto anche come “Lampo”, Stefano corre dal 1992, anno del suo debutto con la maglia dell’ MTB Clusone dopo aver praticato lo sci di fondo con lo Sci Club 13 Clusone, uno delle società più importanti nello sci di fondo, tanto da aver dato, molti giovani alle nostre nazionali. Anche sugli sci Stefano ha raggiunto alti livelli, gareggiando a livello nazionale, dopo aver iniziato quasi per caso nell’inverno del 1988, come racconta: “Un allenatore dello sci club venne in montagna dove io aiutavo mio papà che faceva il pastore e mi invitò a provare a fare questo sport di fatica. Pur essendo un bambino di dieci anni, mi trovai subito a mio agio con gli allenamenti e le gare. Sci d’inverno e durante l’estate, ci si allenava correndo a piedi e facendo in bici anche qualche gara, senza alcun tipo di pretesa”

Conclusa l’attività agonistica dello sci di fondo nel 2003, dopo le prime gare con l’MTB Clusone, per Stefano, si sono aperte le porte della mountain bike, un nuovo desiderio di sfida che coincide con l’anno di nascita del circuito Orobie Cup, che ha vinto per tre volte (2005, 2006 e 2008). Nel 2005 a Villa di Serio arriva la prima vittoria di categoria e nel 2006 la prima vittoria assoluta al Campionato Provinciale di Bossico, poi la domenica dopo alla Gimondi Bike una brutta caduta che lo tiene fermo parecchio tempo, fino a quando non si opera alla spalla infortunata. Oltre ad aver vinto più volte il “suo” Orobie Cup, Stefano Bonadei ha nel suo carnet una settantina di vittorie e appese ad una parete del suo salotto diverse maglie, quella tricolore marathon vinta a Moena nel 2010, quella di Campione Regionale Cross Country (2007, 2008) e Up Hill (2007), le tre di Campione Provinciale e, sugli scaffali i trofei della Coppa Lombardia 2009, 2010, 2012, Windtex Off Road Cup 2010, Brescia Cup 2011 e la medaglia d’argento conquistata al Campionato Italiano Cross Country di Torre Canavese nel 2010.

Ciao Stefano, benvenuto in Pavan Free Bike, cosa ti ha portato a Sovico?
“Era da un pò che guardavo le loro divise, mi piacevano molto e ne volevo una anche io … Scherzi a parte, ho deciso di approdare al Pavan Free Bike perché negli ultimi anni pur facendo parte di buone squadre non ne ho sentito l’appartenenza, non mi davano stimoli, ne un’assistenza adeguata alle gare. E’ veramente bello avere a che fare con persone cosi gentili e sinceramente disponibili, dal presidente a tutti i compagni di squadra non ci si può davvero lamentare”

Il primo ricordo personale che ho di te è alla Cavalcata in MTB di molti anni fa, cosa ricordi di quella gara epica della tua valle?
“La mitica cavalcata a coppie era per noi dell’Alta Valle Seriana l’ultima gara della stagione. Ho partecipato la prima volta a 16 anni con un mio coetaneo ed eravamo i piu giovani, poi altre due volte, la piu bella con mia moglie e nell’ultima edizione del 2004, sono riuscito ad arrivare settimo”

Hai disputato cinque edizioni del Campionato Italiano Cross Country e due Marathon, poi dal 2013 hai corso prevalentemente nelle gare lombarde, ci spieghi i motivi?
“Il mio primo Campionato Italiano Cross Country è stato nel 2005 a Sarentino dove arrivai nono nei Master Sport, come anche nel primo Marathon a Odolo nel 2007 terminando 57° assoluto. A queste gare nazionali ne sono seguite tante altre, poi mi sono dedicato a gare più vicine a casa per avere più tempo per la famiglia”

Ti abbiamo visto combattere sia nelle gare cross country che nelle marathon, dove ti trovi meglio?
“Mi trovo bene nel cross country perché i percorsi sono come nelle gare di sci da fondo, ad anello da ripetere più volte, ma anche nel marathon perchè come per lo sci alpinismo che pratico d’inverno, ci sono salite e discese più lunghe ed un impegno fisico di maggior durata, è una questione di testa e allenamento”

Ci racconti una tua giornata tipo, gli orari di lavoro, il tempo dedicato alla bici e quello dedicato alla famiglia?
“Da ormai quattro anni faccio il turno di notte per cui arrivo a casa la mattina alle sei e vado a dormire fino all’una, poi vedo cosa c’è da fare a casa e come è il tempo. In base a questi due elementi, decido che sport fare: mountain bike o bici da corsa, corsa o camminata in montagna, skiroll o sci da fondo e alpinismo d’inverno, insomma non mi annoio e se vengono con me anche i miei figli e mia moglie, sono ancora più contento, poi la sera faccio ancora un pisolino prima di andare al lavoro”

Sei seguito da un preparatore atletico o ti alleni per conto tuo?
“Non ho nessun preparatore o nutrizionista, ho imparato ad allenarmi nei vari sport ascoltando il mio corpo e le mie sensazioni, poi sicuramente bisogna imparare a far fatica a certi ritmi e facendo le gare, altrimenti si va sempre con quella marcia, non sono uno che si allena tanto, anzi penso che il riposo sia uno dei migliori allenamenti”

Quali erano le tue aspettative per la prima stagione in Pavan Free Bike?
“Le mie aspettative quest’anno erano quelle di prendermi ancora qualche bella soddisfazione, soprattutto nelle gare cross country e partecipare nuovamente ai Mondiali Masters di Praloup, per migliorare il settimo posto del 2009 e, ovviamente divertirmi con il nuovo gruppo”

E un sogno professionale o famigliare?
”Di sogni nel cassetto non ne ho perché ne ho gia esauditi parecchi! Sto collaborando con la rivista di montagna Orobie, per far conoscere gli itinerari in mountain bike più belli in Val Seriana, mi piacerebbe che i miei figli si appassionassero con impegno ad uno sport di fatica, cosa che li aiuterebbe nella loro crescita personale”