Paola Bonacina: mountain bike, ski alp e … mamma sprint

Paola Bonacina: mountain bike, ski alp e … mamma sprint

Sportiva, appassionata, mamma, Paola Bonacina si racconta. Dalla sua passione per lo sci, per la montagna, per la mountain bike, ai sacrifici per quello che ama, per lei la passione e la voglia di fare sport sono elementi importanti da cui non si può prescindere.

Arriva la seconda delle interviste che stiamo conducendo in questo momento un pò particolare e dopo Cristian Boffelli, una biker bergamasca, Paola Bonacina, atleta che ha attraversato da protagonista differenti epoche della mountain bike. Il curriculum di Paola non si limita a quel titolo tricolore del 1999 e a quello Team Relay vinto con il quartetto di Pavan Free Bike nel 2017, nel suo palmares ci sono cinque maglie di campionessa regionale e diverse decine di gare vinte, essendo una delle poche donne italiane a correre con continuità nel ciclismo fuoristrada, una esperienza che ci racconta lei stessa.

Ciao Paola, inizia a parlarci dei tuoi primi dieci anni di mountain bike, fino al 2000…
“Non so come è nata la scintilla per la mountain bike, sta di fatto che ho iniziato a gareggiare nel 1992 con i fratelli Maffioletti e sono rimasta nella squadra di Villa d’Almè fino al ’96, pur facendo poche gare perchè la mia prima vera passione era per lo sci da discesa e la montagna, che ho ancora oggi. Nel 1994 vinsi la mia prima gara al provinciale di Predore e feci quinta al Campionato Italiano UDACE organizzata proprio dalla mia società. Nel ’96 vinsi una decina di gare, tra cui la cronometro di Endine Gaiano, il Campionato Europeo a Schio e la Coppa del Mondo a Villongo, dopo questi risultati decisi di passare alla Federazione con la Cicli Spreafico, ottenendo in una stagione 12 vittorie.
Con questi risultati passai a Bottecchia Squadra Corse, ma a metà anno la squadra chiuse e quindi eccomi in Pavan Free Bike per partecipare al Campionato Italiano Downhill a Selvino, dove arrivai terza. Il 1999 fù un anno speciale per me, con la maglia Pavan vinsi il titolo cross country a Telese Terme e l’argento al Campionato d’Inverno, ma lo fù ancora di più per la mia vita con il matrimonio e la nascita del mio primo figlio”

Dopo lo stop per il matrimonio e la maternità ….
”Partecipai alla Granfondo Felice Gimondi su strada arrivando seconda sul percorso corto, conclusi seconda anche al Campionato Italiano Cross Country a Chies d’Alpago e invece di lasciare ho raddoppiato! Sono passata alla Colnago Arreghini e ho iniziato a fare anche il ciclocross, vincendo il titolo tricolore a Prato. Con la squadra di Bolgiani sono rimasta fino al 2010, vincendo il Grand Prix d’Inverno e alcune gare della Liquigas Cup, nel frattempo nel 2005 e 2006 sono nati gli altri due figli”

E con tre figli ….
“Onestamente con la nascita del mio terzo figlio, pensavo di chiudere la mia carriera, ma trovai una buona soluzione con la 2R Bike che mi permetteva di impegnarmi con più libertà e meno obblighi. Sono rimasta con loro fino al 2014, vincendo diverse gare e il circuito Orobie Cup 2011, poi visto che ormai avevo cambiato idea, tanto valeva cercare di tornare ai livelli più alti e così sono tornata in Pavan Free Bike. L’esperienza di questi ultimi anni è stata bellissima e, una volta conclusa la stagione della mountain bike nei mesi invernali, insieme a mio marito Francesco facciamo qualche gara di sci alpinismo, quest’inverno mi ero preparata per partecipare ad un circuito di notturne, arrivando seconda alla fine delle sette prove”

Rientrata in Pavan Free Bike, Paola è tornata di nuovo in gruppo e in questi quattro anni ha raggiunto altri risultati importanti come i secondi posti ai Campionati Europei di Graz nel 2017 e in Repubblica Ceca nel 2019, il titolo di Campionessa Regionale 2017, le vittorie finali dei circuiti Santa Cruz Series (2019), Brescia Cup (2018) e Orobie Bike Challenge (2019).

Sei stata una delle prime atlete di Pavan Free Bike e, passati 29 anni dal tuo esordio, sei ancora qui, la mountain bike è proprio la tua grande passione?
“Sicuramente la mountain bike è una delle mie più grandi passioni, mi piace pedalare nella natura, vedere paesaggi nuovi o anche gli stessi, ma in giorni o stagioni diverse, mi diverte affrontare percorsi impegnativi e alla fine tornare a casa soddisfatta e contenta dell’allenamento fatto. E’ la stessa cosa che provo con lo sci alpinismo o semplicemente camminando in montagna, diciamo che mi piace fare sport”

Sei una delle poche bikers italiane in attività che ha vissuto gli anni epici della mountain bike, fino ai giorni nostri. Se potresti rivivere in questo periodo qualcuna delle tue gare passate, quale sceglieresti?
“Si, in effetti ho vissuto l’evoluzione della mountain bike. Ricordo la mia prima bici era una Stumpjumper della Specialized con forcella rigida e freni a cantilever. Certo i percorsi delle gare erano differenti e oggi sarebbe impensabile affrontarli con quelle bici. Comunque se penso ad alcune gare del passato, mi sono rimaste impresse la gara di Livigno nel ’97 dove vinse Paola Pezzo ed io arrivai quinta, prima amatore e perfetta sconosciuta, il Campionato Italiano DH a Selvino perchè proprio non me lo aspettavo di arrivare terza e, ovviamente la gara di Telese Terme dove ho vinto la maglia tricolore”

Hai anche qualche rimpianto?
“No, non direi. Penso di aver spaziato in tutte le discipline raccogliendo sempre buoni risultati e facendo molta esperienza”

Fai parte di una squadra composta prevalentemente da maschi. Cosa significa per una donna competere oggi in uno sport tipicamente maschile?
“Personalmente mi trovo e mi sono sempre trovata a mio agio in tutte le squadre che ho passato. Del resto chi pratica uno sport duro e faticoso deve avere un carattere forte e se non ce l’hai, beh allora o molli o diventi ancora più forte”

Come ti trovi in Pavan Free Bike, parlaci un pò di questa grande famiglia!
“E’ proprio come una grande famiglia e come tale ti mette in condizione di poter dare il meglio. In tutti questi anni non mi sono mai sentita in dovere di dare qualcosa in più se non ero in condizioni di farlo. Ciò che noi atleti dobbiamo fare è solo allenarci e prepararci alle gare, liberi da ogni altro pensiero, poi abbiamo il nostro presidente Antonio, che ci sostiene! E’ sempre presente alle gare, tifa per noi e ci vizia con i suoi dopo gara culinari. Non da meno il DS Claudio, sempre pronto all’assistenza nell‘area tecnica per cambio ruote e borraccia, per il primo e l’ultimo suo atleta. Siamo una vera squadra”

Sei anche mamma di tre ragazzi, ma riesci a conciliare tutto? Qual è la tua giornata tipo?
“Si, ho tre ragazzi ormai grandi, di 19, 15 e 13 anni, anche loro svolgono sport agonistico, sci alpino. Questo è bellissimo ma molto impegnativo sotto tutti i punti di vista, ammetto che è stata ed è dura, conciliare sport e famiglia, ma ci sono riuscita e questo grazie anche a mio marito Francesco.
Le mie giornate tipo non variano molto, normalmente la mattina la dedico alle faccende di casa, spesa e quando è in programma all’allenamento, poi via fuori dalla scuola per raccogliere Federica e successivamente in un altro istituto per caricare Edoardo, per poi raggiungere il loro allenatore al punto di ritrovo fuori città, nel tragitto i ragazzi si cambiano in macchina… Tutto questo in 20 minuti, perché poi salgono sul pulmino e vanno verso le stazioni sciistiche della valle per allenarsi. Poi c’è il marito e a volte, dipende dalle lezioni all’università, anche il figlio maggiore, che tornano per pranzo e spesso in orari diversi. Più tardi verso le 18.30 vado a riprendere i ragazzi che rientrano dallo sci, quindi sistemo tutta la loro attrezzatura, preparo la cena e verifico che studino e facciano i compiti … la cosa più dura!”

Immagino che tifi per tuo fratello, cosa provi quando lo vedi alle gare?
“Si certamente. Secondo me, Michele ha un potenziale alto, purtroppo però a causa del lavoro pesante che svolge è un pò penalizzato, ma nonostante ciò riesce spesso ad avere successo nelle gare. Lo vedo poco, perché di solito partiamo distanziati da pochi minuti e quando lo vedo è perché mi raggiunge e chiede strada!”

Quante volte ti alleni in una settimana? E in che modo?
“In media tre volte a settimana, poi dipende. Ci sono settimane che per vari motivi non riesco a fare due uscite e a volte che recupero e ne faccio quattro. Da un paio d’anni sono seguita da un preparatore, Eros Grazioli, che mi aiuta soprattutto a non sprecare tempo nell’allenamento e a fare uscite mirate”

Cosa hai fatto in questo periodo per mantenerti attiva?
“Purtroppo non avendo i rulli, ho cercato in vari modi di mantenermi attiva facendo anche cose a me poco consuete come salire e scendere centinaia di volte le scale del condominio dove abito, fare addominali, esercizi di potenziamento, stretching anche con i miei figli e soprattutto far passare il tempo preparando dolci (siamo tutti golosi) e, credo di non aver mai avuto la casa così pulita come in questo periodo”

Fotografia 02 © MTB Channel – 03 © Roberto Astrelli