Andrea Artusi, Giuseppe Conca … due attesi ritorni

Andrea Artusi, Giuseppe Conca … due attesi ritorni

Intervista doppia ad Andrea Artusi e Giuseppe Conca. Andrea e Giuseppe sono senza dubbio dei combattenti, la loro determinazione a riprendere da dove avevano lasciato, rende piacevole per tutto Pavan Free Bike riaverli in squadra.

Entrambi della provincia di Lecco, per loro il 2019 è stato un anno non certo facile. Dopo aver gareggiato al top fino a giugno, per un grave infortunio Andrea Artusi ha concluso in anticipo la sua prima stagione in Pavan Free Bike, dopo due buone annate con la squadra di Sovico, invece Giuseppe Conca ha deciso un anno di stop per risolvere dei problemi fisici causati da una sciatalgia.

A diverso titolo quest’anno erano pronti a rientrare in squadra, per Conca era arrivato il momento di appendere il numero sulla bicicletta, mentre Artusi, smesso l’uso delle stampelle voleva seguire la squadra come assistente ai compagni in gara, in attesa di poter riprendere le competizioni. Non ci sono molte persone che possono riprendersi da dei traumi seri come ha fatto Artusi e, dopo tanta paura e sofferenza, avere voglia di combattere ancora nel gruppo.

Andrea Artusi …. Bio
Andrea Artusi, classe 1973, è un valsassinese di Pasturo, un piccolo paese a 600 metri ai piedi della Grigna Settentrionale.
Fin da piccolo ha sempre avuto una gran passione per il calcio, sport che ha praticato fino all’età di 30 anni, quando ha capito di non divertirsi più col pallone e, seguendo l’esempio di suo padre, grande appassionato di ciclismo, nel 2003 ha acquistato una mountain bike iniziando a pedalare sulle sue stupende montagne.
Si tessera con il Bike Team Valsassina iniziando a fare qualche granfondo, tra cui la mitica Rampilonga e la Gimondi Bike.

A luglio 2004, la prima vittoria nella gara in salita Pasturo – Alpe Coa, organizzata nel suo paese e per una scommessa fatta al bar con gli amici, si è dovuto fare i capelli biondi!
Tre anni dopo passa alla Corno Marco Italia, società di Lecco, iniziando a correre praticamente tutte le domeniche, con delle belle soddisfazioni, su tutte la vittoria agli Internazionali d’Italia a Nalles 2011 e la partecipazione al Campionato Italiano a Pejo Terme, in Trentino. La stagione inizia bene anche nel 2012, ma in settembre un grave incidente lo tiene a lungo lontano dalle gare.

“Tutto sembrava perfetto, ma purtroppo durante un allenamento sulla provinciale della Valsassina un’auto mi ha tagliato la strada e sono finito in condizioni gravissime nel reparto di neuro rianimazione dell’ospedale Manzoni di Lecco per i traumi riportati. Spalla, otto costole, doppia frattura al femore con un fissatore esterno sopportato per otto mesi, il rischio di perdere un polmone, dicono tutto della gravità dell’infortunio che mi ha tenuto lontano dalle gare anche l’anno successivo. E’ stata una brutta esperienza, che però mi ha fatto crescere e capire molte cose, la prima su tutte quanto io ami questo sport e di quanto ormai sia una parte di me stesso”

Nel 2014 Andrea torna in sella ma senza grandi risultati, l’anno dopo con il Team Spreafico le cose vanno meglio e conclude la stagione con la vittoria alla Alta Valtellina Bike Marathon Classic e cinque podi nelle gare di Brescia Cup e Orobie Cup. Nel 2017 passa al Team Oliveto dove in due stagioni vince per due volte il circuito Orobie Cup e nel 2018 Brescia Cup, in una stagione bellissima conclusa con ben 9 vittorie e il bronzo mancato per poco al Campionato Italiano XCO di Pila.
Poi l’incontro con Claudio, il responsabile di Pavan Free Bike e dalla scorsa stagione indossa la prestigiosa maglia bianco rossa con cui gareggia per quattro mesi, fino alla gara di Sormano dove in una caduta ha riporta la frattura del femore destro.

Il 2019 è stata una stagione incompiuta la tua, cosa ti è rimasto delle gare disputate?
“Purtroppo la mia stagione è durata solo quattro mesi in cui sono comunque riuscito a condividere con la squadra dei bei momenti e delle vittorie, tra cui quella di Lugagnano”

Quali ritieni sia stato il tuo miglior risultato nella mountain bike e perché?
”Beh, vincere a Nalles è una soddisfazione unica, ma la vittoria più bella e significativa sarà sicuramente la prossima, la prima al mio rientro”

Lo scorso anno sei stato vittima di un grave infortunio e non è stato il primo, è stato difficile riprendersi?
“Lo scorso anno il 30 giugno in gara a Sormano mi sono fratturato nuovamente il femore destro e l’intenzione di mollare tutto è affiorata, ma è durata poco. Tra sofferenza, dubbi e paure, con tanto impegno e determinazione e il sostegno di tutta la mia famiglia mi sono ripreso alla grande”

La grande domanda è: sei pronto per le gare?
”Quest’anno, con ancora le viti nel femore, l’intenzione era quella di seguire i ragazzi per fare assistenza e tornare a gareggiare nel 2021, ma purtroppo, per loro la stagione non è mai iniziata”

Cosa ti piace davvero in Pavan Free Bike?
“La passione smisurata del presidente Antonio, l’impegno continuo di Claudio per organizzare tutto e mettere i corridori in condizioni di pensare solo a correre. Noi dobbiamo solo pedalare e pensare a festeggiare, visto che con tutti questi campioni in squadra le occasioni non mancano di certo!”

Giuseppe Conca …. Bio
Sin da bambino lo hanno sempre appassionato gli sport da combattimento che ha praticato fino a 26 anni, poi nell’ultimo anno di pugilato ha deciso di lasciare le palestre per pedalare nei boschi in sella alla mountain bike. Dopo le prime gare, per Beppe arriva il momento in cui deve prendere una decisione su continuare ad essere un numero e correre per hobby o se avanzare verso le posizioni prestigiose delle classifiche. Beppe ha scelto di continuare a concentrarsi sul suo futuro agonistico e la sua dedizione ha dato buoni frutti, maturando con l’esperienza. Nel 2017, il biker di Olginate è arrivato in Pavan Free Bike, disputando due ottime stagioni.

“Mi ricordo che a Sellero, dopo una gara di Brescia Cup 2016, venni avvicinato da Claudio, il manager del team che mi propose di entrare in squadra l’anno seguente, non ci credevo!” – racconta Conca – “ Una squadra vera!! Non sapevo cosa aspettarmi, avevo paura di non essere al altezza, ma ero anche entusiasta dell’offerta ed ho accettato”

Partito in sordina, all’ottava gara, a Sellero, Conca ha raggiunto il suo primo podio della stagione e la settimana dopo con il quartetto di Pavan Free Bike ha portato a Sovico il titolo tricolore del Campionato Italiano Team Relay. Un mese dopo, al suo primo Campionato Italiano XCO, ha disputato una gran gara, concludendo al quarto posto.
Il 2018 è partito molto meglio, nonostante un dolore sciatico che gli ha reso la vita davvero difficile. Giuseppe ha sofferto, ha stretto i denti ed è riuscito ad avere la soddisfazione di vincere il titolo regionale XCO, ma ha anche provato una grande delusione al Campionato Italiano di Pila.

”Già quando siamo andati a provare il percorso mi sono reso conto che all’altitudine di Pila non esprimevo il 100% delle mie possibilità. Il percorso era il più bello mai provato prima, sono partito bene ma ho capito subito che non avrei potuto ottenere un buon risultato. Faticavo a respirare, al secondo giro non ci vedevo quasi più e dopo diversi errori ho deciso che era meglio ritirarmi. Mi è dispiaciuto davvero tanto, sopratutto per la squadra a cui mi sentivo dover riconoscenza per tutto l’impegno che ha messo nei miei confronti”

Dopo l’italiano andato storto, Conca ha perso la concentrazione e le ultime gare di stagione non sono state un gran che, si è rifatto alla Roc d’Azur, portando a casa un ottimo 77° posto assoluto.

Il 2018 è stata la tua miglior stagione in Pavan Free Bike, poi ti sei preso una pausa nel 2019, quest’anno eri pronto a tornare in squadra?
“Nel 2019 ho preferito sistemare per bene i miei problemi fisici e non me la sono sentita di prendere degli impegni, sarebbe stato poco corretto verso la squadra. Il 2020 voleva essere l’anno in cui tornare a gareggiare e dare il mio contributo al top team di quest’anno, sto solo aspettando che esca un calendario realistico”

Cosa ti manca di più dei tuoi giorni di gare?
”Sicuramente l’adrenalina delle gare e la soddisfazione a fine gara”

Quale ritieni sia stato il tuo miglior risultato nella mountain bike e perché?
“Penso le due maglie regionali 2015 Marathon è 2018 XCO. Sono state due giornate perfette in cui non ho sbagliato nulla, comunque su tutte il regionale XCO è stato combattuto sudato e meritato. Davvero una grande soddisfazione!”

Raccontaci una storia divertente dai ricordi dei tuoi giorni di corsa?
”La cosa più simpatica è il nostro presidente, Antonio Pavan. Ad ogni gara è una festa, si trova sempre una scusa per affettare salami e stappare bottiglie di vino, a me questa cosa è sempre piaciuta. La festa di Antonio, la sua voglia di divertirsi e tifare per i suoi ragazzi che ovviamente per lui sono i migliori su tutti !!”

Quali sono stati i tuoi punti di forza e le possibili debolezze che senti di avere durante i tuoi giorni di gara?
”Debolezze, forse il fatto che talvolta non riesco a cogliere il divertimento ma ci metto troppo la testa, mentre quando prendo le cose per puro divertimento ottengo anche i risultati!”