Cristian Vaira: bici e montagna, che passione!

Cristian Vaira: bici e montagna, che passione!

Nato e cresciuto tra le montagne della Valcamonica, la gente di Ono San Pietro era abituata a vederlo scalarle, ma negli ultimi anni ha sorpreso un pò tutti anche con la mountain bike. Il suo obiettivo per quest’anno rimane il titolo tricolore.

Dopo aver mancato il titolo tricolore l’anno scorso, Cristian Vaira è arrivato alla stagione 2020 con molti propositi sfortunatamente il blocco dell’attività gli ha messo i bastoni tra le ruote, ma ora non vede l’ora di ricominciare la stagione e mostrare di cosa è capace.
La sua passione per la mountain bike è iniziata una decina di anni fa con dei giri insieme agli amici sulle montagne della Valcamonica e piano piano è cresciuta, spingendolo in continue sfide verso se stesso e traguardi che immaginava impossibili. Che la mountain bike sia diventata un elemento importante della sua vita, Cristian lo ha capito quando ha iniziato a fare le gare, riuscendo ad ottenne subito buoni risultati.

Per questo ragazzo di Ono San Pietro, nato e cresciuto ai piedi del Monte Concarena, la motivazione viene prima di tutto, la sua passione è semplicemente salire le montagne che ama profondamente, scalandole o pedalando sui loro sentieri, per regalarsi esperienze uniche e meravigliose, eccola, la sua ricetta di serenità.

All’inizio della tua avventura sportiva in mountain bike ricordiamo le tue prime vittorie nelle gare di Brescia Cup del 2015, come è andata in seguito?
”Nel 2015 ho vinto la mia prima gara ad Agnosine e a fine anno la classifica generale del circuito per la categoria Elite Sport 1. Sinceramente è stata un pò una sorpresa anche per me, così ho voluto provare a fare gare più importanti, come la Gimondi Bike e l’Alta Valtellina Marathon concludendole in ottima posizione. Tutto questo mi ha dato delle motivazione extra ad impegnarmi sempre di più per raggiungere un buon livello ed essere tra i migliori corridori”

Dopo alcuni anni con una società della Valcamonica sei arrivato in Pavan Free Bike, come hai preso questa decisione?
“Le mie prime esperienze nelle gare sono state con l’A.S.D. Sellero Novelle e dopo due anni, nel 2018, ho avuto l’opportunità di entrare in una società di alto livello come Pavan Free Bike per provare a migliorare ancora e soprattutto per provare altre bellissime esperienze. Mi ricordo che venni contattato al termine della gara del Campionato Italiano a Genova dal responsabile degli amatori della squadra, Claudio, dopo che mi aveva visto condurre un ottima gara, che conclusi però al quinto posto. Per me quella era la prima partecipazione al Campionato Italiano e posso dire che da allora, gli anni successivi nella squadra sono stati fantastici”

Lo scorso anno l’emozione di vincere il titolo italiano Team Relay, te lo aspettavi?
“L’anno scorso la vittoria del Campionato Italiano Team Relay stata un’esperienza davvero particolare, le emozioni che si provano in gare di quel livello sono straordinarie, soprattutto perché in una gara dove tutto nella squadra deve essere perfetto per arrivare alla vittoria, l’emozione è stata davvero unica e allo stesso tempo condivisa appieno con i tuoi compagni di squadra. Le aspettative della vittoria erano abbastanza concrete perchè sapevamo di presentarci con una squadra davvero di alto livello”

Bene, abbiamo parlato di passato e presente… parliamo del futuro di Cristian. A cosa ambisci?
“Dopo la bellissima stagione 2019 dove ho corso 32 gare tra mountain bike e strada, con cinque vittorie, tanti podi e altri bellissimi piazzamenti, miro a migliorare ancora di più il mio livello. Sicuramente il mio obiettivo principale per il futuro sarà quello di cercare la vittoria nel Campionato Italiano individuale che l’anno scorso ho sfiorato”

Vivi così profondamente le tue passioni che le esprimi anche con i tatuaggi, quanti ne hai?
“Le mie passioni sono tutto, la passione per la bici e la grande passione per la montagna. Direi che questi due grandi amori sono legati dato che quando esco in bici scalo anche le montagne, è una sfida continua con me stesso e i miei limiti. Ho due tatuaggi dedicati alle mie passioni, uno con la bicicletta e l’altro con l’immagine di una cima che nel mio immaginario è la prossima da scalare”

Hai una gara preferita in particolare?
“Una gara preferita in particolare non c’è l’ho, ma ho un alcune gare che mi hanno trasmesso emozioni uniche, come la Roc d’Azur in Francia e ancora di più i tre Campionati Italiani che ho fatto. Ho un bellissimo ricordo della mia prima esperienza a quello di Genova, dato che era il mio primo episodio tricolore e con questa sicuramente anche quelli di Pila e di Chies d’Alpago, sono state gare uniche che ricorderò a lungo”

Fotografia © MTB Channel

Cosa c’è di più impegnativo in ciò che fai?
“In tutto ciò che faccio penso che la cosa più impegnativa sia mantenere sempre un ottimo livello di preparazione per tutta la stagione, anche a livello mentale. Ho visto che lavorando in modo corretto e affrontare anche gli allenamenti più impegnativi con una buona dose di passione, si riesce a gestire tutto bene e ottenere grandi soddisfazioni”

Cos’è la cosa che più ti infastidisce in questo ambiente?
“Nel nostro ambiente quello che mi da più fastidio è il sospetto che ci siano atleti che fanno uso di sostanze illecite, sapendo che il settore amatoriale sia poco controllato e quindi barare passa come un rischio relativo.
Io trovo questa cosa un scorrettezza, un comportamento disonesto che getta ombre su un mondo dove alla fine tutti corriamo per divertirci e per passione”